In Sala di Città chi fece grande San Lazzaro

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San Lazzaro

In occasione della 182esima edizione della Fiera di San Lazzaro dal 2 al 5 agosto 2012, i visitatori dalle 18.30 alle 23.30 saranno accolti, nella Sala di Città del municipio di San Lazzaro in via Emilia 90, da quattordici delle tante persone che in vari modi, ed epoche, con le loro azioni e attività hanno fatto di un borgo agricolo una città. Si tratta della mostra documentaria, e fotografica, “di buona fama” che è stata presentata in anteprima alla stampa lo scorso venerdì 27 luglio dal sindaco, Marco Macciantelli, e dalla professoressa Matilde Callari Galli docente di Antropologia culturale all’Università di Bologna.
Come ha osservato la Callari Galli «la memoria è fatta di ricordi, di fatti, di cultura, e questa mostra ben rappresenta l’identità di San Lazzaro dando anche un segno di gratitudine alle persone qui ricordate e a quanto hanno fatto a favore di questo territorio. Anche per questo bisogna essere consapevoli della memoria, sia delle persone sia del territorio, e proteggerla, perché fa parte della nostra identità».
Il sindaco ha quindi colto l’occasione per ringraziare il “Comitato per lo studio e la valorizzazione del territorio” che ha curato l’esposizione su iniziativa dell’assessorato alla cultura con l’Istituzione Prometeo. Con una serie di pannelli la mostra racconta alcuni personaggi che, per varie ragioni, hanno lasciato una traccia sul territorio di San Lazzaro. Per il 2012 sono stati scelti: Flavio e Luigi Bertelli, Carlo Berti Pichat, Laura Bevilacqua Ariosti Rodriguez. don Andrea Biavati, Filippo De Pisis, Luigi Donini, Luigi Fantini, Dino Gavina, Carlo Jussi, Cesare Maltoni, don Olinto Giuseppe Marella, Francesco Orsoni, Paolo Poggi e i primi sindaci del dopoguerra, e Giuseppe Ragni.
L’esposizione è stata ideata e curata, su progetto dell’architetto Francisco Giordano, oltre che dallo stesso Giordano, da Beatrice e Giovanni Bettazzi, Maria Franca Lubinu, Mauro Maggiorani, Gabriele Nenzioni, Pier Luigi Perazzini, Ginevra Selli e Leonardo Tedeschi.
Visto il gran lavoro di ricerca storica, fotografica e documentaria, fatto dal comitato, il sindaco Macciantelli ha quindi auspicato che venga poi pubblicato, in un fascicolo a colori, in modo da distribuirlo a tutte le famiglie sanlazzaresi per rinnovare la memoria su personaggi che, in un modo o nell’altro, hanno inciso sulla storia di San Lazzaro.

Giancarlo Fabbri

La fontana è rotta ma non è (tutta) colpa del Comune

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 «La fontana progettata dall’architetto Gianfranco Masi ha suscitato una esclamazione collettiva di meraviglia al momento della sua accensione». Questa frase era contenuta in un comunicato stampa del Comune di Pianoro (Bologna) che dava notizia dell’inaugurazione, avvenuta il 5 aprile del 2009, del parcheggio e del giardino pubblico di Rastignano realizzato tra la stazione ferroviaria Sfm e via Andrea Costa. Inaugurazione avvenuta alla presenza del sindaco di allora, Simonetta Saliera, e del presidente della Provincia Beatrice Draghetti.
«La fontana, i ruscelli, il verde e i giochi per i bambini – proseguiva il comunicato – danno alla frazione un volto nuovo. Nonostante la collocazione sul “Nodo di Rastignano”, ora il paese potrà disporre di un luogo di incontro dove tutti potranno ritrovarsi e stare insieme dando così un volto a un luogo nel quale potranno riconoscersi».
Vedere oggi la grande fontana ridotta a una sgradevole vasca di acqua verde e stagnante contrasta con le iniziali esclamazioni di meraviglia e, soprattutto, con le molte migliaia di euro spese per realizzarla. Non è colpa del Comune se la grande fontana non allieta più l’area con giochi d’acqua e, la notte, di luci, ma di chi consciamente o meno ha compiuto troppi atti vandalici minandone il funzionamento. E già in precedenza anche nei finti ruscelli cessò lo scorrimento delle acque a causa di infiltrazioni che finivano nei parcheggi sotterranei.
Le spese per realizzare i parcheggi (uno interrato e altri in superficie), l’ampliamento del parco, la fontana, e due ruscelli artificiali alimentati da una finta sorgente, sono state infatti ingenti. Per parco e fontana era poi giunto un contributo spese di 100 mila euro grazie finanziamenti concessi dalla legge regionale 41/97. Altrettanti erano poi giunti al comitato dei commercianti locali che ne avevano fatto richiesta, in occasione del bando del 2007, per ammodernare le loro attività.
Probabilmente anche questa fontana, costosa colata di cemento, verrà riempita di terra come lo fu quella dei giardini pubblici al Palazzaccio, accanto alla cascata del Savena, diventata una stenta fioriera.
Non è colpa del Comune se la nuova fontana non funziona ma, viste le esperienze precedenti, si potevano risparmiare molte migliaia di euro.
                                           
Giancarlo Fabbri

La fontana è rotta ma non è (tutta) colpa del Comune

«La fontana progettata dall’architetto Gianfranco Masi ha suscitato una esclamazione collettiva di meraviglia al momento della sua accensione». Questa frase era contenuta in un comunicato stampa del Comune di Pianoro (Bologna) che dava notizia dell’inaugurazione, avvenuta il 5 aprile del 2009, del parcheggio e del giardino pubblico di Rastignano realizzato tra la stazione ferroviaria Sfm e via Andrea Costa. Inaugurazione avvenuta alla presenza del sindaco di allora, Simonetta Saliera, e del presidente della Provincia Beatrice Draghetti.
«La fontana, i ruscelli, il verde e i giochi per i bambini – proseguiva il comunicato – danno alla frazione un volto nuovo. Nonostante la collocazione sul “Nodo di Rastignano”, ora il paese potrà disporre di un luogo di incontro dove tutti potranno ritrovarsi e stare insieme dando così un volto a un luogo nel quale potranno riconoscersi».
Vedere oggi la grande fontana ridotta a una sgradevole vasca di acqua verde e stagnante contrasta con le iniziali esclamazioni di meraviglia e, soprattutto, con le molte migliaia di euro spese per realizzarla. Non è colpa del Comune se la grande fontana non allieta più l’area con giochi d’acqua e, la notte, di luci, ma di chi consciamente o meno ha compiuto troppi atti vandalici minandone il funzionamento. E già in precedenza anche nei finti ruscelli cessò lo scorrimento delle acque a causa di infiltrazioni che finivano nei parcheggi sotterranei.
Le spese per realizzare i parcheggi (uno interrato e altri in superficie), l’ampliamento del parco, la fontana, e due ruscelli artificiali alimentati da una finta sorgente, sono state infatti ingenti. Per parco e fontana era poi giunto un contributo spese di 100 mila euro grazie finanziamenti concessi dalla legge regionale 41/97. Altrettanti erano poi giunti al comitato dei commercianti locali che ne avevano fatto richiesta, in occasione del bando del 2007, per ammodernare le loro attività.
Probabilmente anche questa fontana, costosa colata di cemento, verrà riempita di terra come lo fu quella dei giardini pubblici al Palazzaccio, accanto alla cascata del Savena, diventata una stenta fioriera.
Non è colpa del Comune se la nuova fontana non funziona ma, viste le esperienze precedenti, si potevano risparmiare molte migliaia di euro.

Giancarlo Fabbri

Le Olimpiadi viste da Uliano Guizzardi

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Dire che le opere dell’artista modenese Uliano Guizzardi escono dalla tela non è un eufemismo ma realtà. Basti vedere la medaglia d’oro al petto di un atleta, la sfera del lancio del martello, il pallone di cuoio, i guantoni del pugile e tante altre parti delle realistiche rappresentazioni di alcune discipline olimpiche di ieri e di oggi. Opere tridimensionali che sono esposte nella Sala di Città del municipio di San Lazzaro di Savena (Bologna) in via Emilia 92. Mostra aperta al pubblico, fino al 25 luglio, tutti i giorni con ingresso libero dalle 18.30 alle 21.
L’esposizione è infatti dedicata allo sport – in occasione della 30esima edizione delle Olimpiadi che si aprirà a Londra il 27 luglio – ed è stata inaugurata alla presenza dell’artista dall’assessore alla cultura Roberta Ballotta, dal presidente del Cid-Aics Mauro Ottavi, dal suo vice Massimiliano Canè, e dal direttore dell’istituzione comunale Prometeo Rosario Paladino. L’esposizione d’arte è stata infatti organizzata, con patrocinio comunale, dal Cid-Aics di San Lazzaro e dall’Aics provinciale di Bologna per rendere omaggio a questo grande evento sportivo mondiale e allo stesso artista di Bomporto. Con la mostra “Olimpiadi” Uliano Guizzardi ha, infatti, valorizzato lo sport e gli atleti che vi parteciperanno cimentandosi in molte discipline.
Per l’assessore Ballotta «le belle e interessanti opere esposte rendono degnamente onore all’evento sportivo di Londra e anche all’Aics che nel 2012 compie i suoi primi cinquant’anni di vita. Associazione che si è dedicata, oltre allo sport, anche al sociale con grande impegno civile». «L’artista – ha infine precisato l’assessore – con capacità creativa, e l’uso di altri materiali oltre alla pittura, ha saputo proporre sprazzi di memoria su varie discipline sportive che si sono evolute nel tempo. Così come la partecipazione delle donne alle attività sportive, un tempo negata, e, infine, di atleti portatori di handicap fisici».
«Lo sport – ha invece osservato Ottavi – fa ormai parte della nostra vita quotidiana anche come attività fisica per contrastare il problema dell’obesità. Come Cid-Aics abbiamo avviato iniziative informative, e formative, rivolte a chi opera nel settore sportivo e, per citare l’ultima, il corso gratuito sulla sicurezza negli impianti sportivi, e continueremo a farlo grazie al patrocinio del Comune e al sostegno di Prometeo».
Per info: Cid-Aics: 051.461147, info@cid-aics.it, http://www.cid-aics.it; Aics Bologna: 051.503498, bologna@aics.it, http://www.aicsbologna.it.

Giancarlo Fabbri     

Le Olimpiadi viste da Uliano Guizzardi

Dire che le opere dell’artista modenese Uliano Guizzardi escono dalla tela non è un eufemismo ma realtà. Basti vedere la medaglia d’oro al petto di un atleta, la sfera del lancio del martello, il pallone di cuoio, i guantoni del pugile e tante altre parti delle realistiche rappresentazioni di alcune discipline olimpiche di ieri e di oggi. Opere tridimensionali che sono esposte nella Sala di Città del municipio di San Lazzaro di Savena (Bologna) in via Emilia 92. Mostra aperta al pubblico, fino al 25 luglio, tutti i giorni con ingresso libero dalle 18.30 alle 21.
L’esposizione è infatti dedicata allo sport – in occasione della 30esima edizione delle Olimpiadi che si aprirà a Londra il 27 luglio – ed è stata inaugurata alla presenza dell’artista dall’assessore alla cultura Roberta Ballotta, dal presidente del Cid-Aics Mauro Ottavi, dal suo vice Massimiliano Canè, e dal direttore dell’istituzione comunale Prometeo Rosario Paladino. L’esposizione d’arte è stata infatti organizzata, con patrocinio comunale, dal Cid-Aics di San Lazzaro e dall’Aics provinciale di Bologna per rendere omaggio a questo grande evento sportivo mondiale e allo stesso artista di Bomporto. Con la mostra “Olimpiadi” Uliano Guizzardi ha, infatti, valorizzato lo sport e gli atleti che vi parteciperanno cimentandosi in molte discipline.
Per l’assessore Ballotta «le belle e interessanti opere esposte rendono degnamente onore all’evento sportivo di Londra e anche all’Aics che nel 2012 compie i suoi primi cinquant’anni di vita. Associazione che si è dedicata, oltre allo sport, anche al sociale con grande impegno civile». «L’artista – ha infine precisato l’assessore – con capacità creativa, e l’uso di altri materiali oltre alla pittura, ha saputo proporre sprazzi di memoria su varie discipline sportive che si sono evolute nel tempo. Così come la partecipazione delle donne alle attività sportive, un tempo negata, e, infine, di atleti portatori di handicap fisici».
«Lo sport – ha invece osservato Ottavi – fa ormai parte della nostra vita quotidiana anche come attività fisica per contrastare il problema dell’obesità. Come Cid-Aics abbiamo avviato iniziative informative, e formative, rivolte a chi opera nel settore sportivo e, per citare l’ultima, il corso gratuito sulla sicurezza negli impianti sportivi, e continueremo a farlo grazie al patrocinio del Comune e al sostegno di Prometeo».
Per info: Cid-Aics: 051.461147, info@cid-aics.it, http://www.cid-aics.it; Aics Bologna: 051.503498, bologna@aics.it, http://www.aicsbologna.it.

Giancarlo Fabbri     

A San Lazzaro le Olimpiadi di Uliano Guizzardi

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Il 27 luglio 2012 a Londra si apre la 30esima edizione delle Olimpiadi moderne che, però, avrà un preludio a San Lazzaro (Bologna), dal 19 al 25 luglio, nella Sala di Città del municipio in via Emilia 92.
Anticipazione data dalla mostra dell’artista Uliano Guizzardi, dedicata proprio agli sport olimpici, che sarà inaugurata, alle 18 del 20 luglio, dal presidente del Cid-Aics Mauro Ottavi, dal presidente provinciale dell’Aics di Bologna Guido Marchiani e dall’assessore alla cultura del Comune di San Lazzaro Roberta Ballotta. L’inaugurazione è aperta a tutti con rinfresco finale. L’esposizione sarà aperta al pubblico, dal 19 al 25 luglio, con ingresso libero dalle 18.30 alle 21.
«Con queste mie opere – racconta l’artista Uliano Guizzardi – cerco di focalizzare l’attenzione su come, nel tempo, si sono evolute le gare sportive in generale. Le stesse Olimpiadi, infatti, hanno subito grandi mutazioni. Se pensiamo che nelle prime edizioni antiche le donne non potevano nemmeno assistere ora, a pieno diritto, gareggiano come gli uomini in tutte le discipline. Ma quello che maggiormente mi colpisce sono gli atleti delle Paralimpiadi (vittime di incidenti o nati con handicap) che, con carattere e tanta, tanta, forza di volontà sono riusciti a fare il “miracolo” di essere atleti in discipline agonistiche».
L’esposizione d’arte è stata organizzata dal Cid-Aics di San Lazzaro e dall’Aics provinciale di Bologna per rendere omaggio a questo grande evento sportivo mondiale e allo stesso artista di Bomporto. Con la mostra “Olimpiadi” Uliano Guizzardi ha, infatti, valorizzato lo sport e gli atleti che vi parteciperanno cimentandosi in molte discipline.
Col presidente del Cid-Aics, Mauro Ottavi, ad osservare che «l’arti-sta ha voluto, e saputo, esprimere tramite le sue opere “tridimensionali” l’evento sporti-vo più importante anche attraverso l’evoluzione che le olimpiadi moderne hanno vissuto attraverso i suoi atleti. Alla fine del Nove-cento erano gli uomini a confrontarsi nei giochi olimpici, poi le donne per arrivare, infine, all’organizzazione delle Paralimpiadi».
Come precisa con soddisfazione il presidente dell’Aics di Bologna, Guido Marchiani, l’Associazione Italiana Cultura Sport (Aics) nasce nel 1962 come ente nazionale di promozione sportiva. Nel corso de-gli anni estende il suo raggio d’azione a: cultura, politiche sociali, terzo settore, turismo sociale, ambiente e protezione civile. L’associazione, laica e apartitica, sul territorio nazionale sfiora il milione di soci e, nel bolognese circa 250 associazioni affilia-te con circa 34.000 iscritti.
Per info: Cid-Aics: 051.461147, info@cid-aics.it, http://www.cid-aics.it; Aics Bologna: 051.503498, bologna@aics.it, http://www.aicsbologna.it.

Giancarlo Fabbri     

sulla via Emilia torna il ponte delle Sirene

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Sulla via Emilia, a San Lazzaro di Savena (Bologna), torna il “ponte delle Sirene”, ma in modo immateriale, come logo del neonato gruppo civico di centrodestra uscito in questi giorni dal gruppo consiliare Pdl.
Nuovo gruppo consiliare, che con quattro consiglieri è il secondo per consistenza dopo il Pd, ha come capogruppo Viviana Raisi, che lo fu di An poi del Pdl, vice Andrea D’Alessandro, Giampiero Bagni per due mandati capogruppo della Lega Nord, ed Enrico Di Oto. Restano nel gruppo Pdl Omer Maurizzi, storico alfiere del centrodestra, Aldo Noacco e il giovane Stefano Cavedagna. Il simbolo del nuovo gruppo civico è, infatti, lo storico ponte sul Savena raffigurato nello stemma municipale; simbolo, con la scritta “San Lazzaro” peraltro già usato alle elezioni comunali del 2004 con, però, nome “San Lazar”.
Ironia della sorte proprio il mese scorso il consigliere Noacco, Pdl, aveva sollevato critiche allo stato di degrado del ponte sul Savena un tempo ornato, alle testate, da quattro statue rappresentanti altrettante sirene. Ponte che era in attesa di necessari lavori di ristrutturazione – nell’ambito del contestato progetto Civis assieme a circa 700 metri della consolare sanlazzarese – che però non prevedevano il ritorno delle statue come auspicavano gli appassionati di storia locale.
Infatti c’era chi sperava che con i lavori del Civis, poi bloccati dalla Magistratura, il ponte venisse allargato, o affiancato da passerella ciclopedonale, e che potessero tornare a farsi ammirare le sirene (dette “Sfingi” in vari carteggi dell’epoca) che sormontavano altrettanti cippi ai due capi del ponte. Cippi che un disegno del 1884 mostra con lapidi recanti scritte di cui non esistono testimonianze. Successivamente il ponte fu allargato (per consentire il passaggio della tranvia a vapore Bologna-Imola, ndr), con un progetto che porta la data del 13 maggio 1885, ma con cippi e sirene sostituite da bassi pilastri sormontati da globi che, però, non appaiono più nelle foto dei primi del Novecento.
Come confermano la sua presenza nello stemma comunale – disegnato nel 1851 su richiesta dello Stato pontificio ma approvato nel 1857 – e il suo ritorno come simbolo civico, il ponte viene considerato come espressione dell’identità locale. E, visto il blocco dei lavori Civis, si potrebbe chiedere l’aggiornamento al progetto di ristrutturazione del manufatto, bisognoso di cure urgenti, con il ritorno delle sirene.

Giancarlo Fabbri