L’Arci ha detto addio al Ristotenda

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La nuova struttura come sarà

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Il vecchio tendone com’era fino all’anno scorso

San Lazzaro di Savena (Bologna)

Nel bolognese c’è il detto: “Fer e dsfer l’è tott un lavurer” ma quando l’opera è come la tela di Penelope, montare una grande struttura in primavera e smontarla in autunno, con rischi e fatiche per i volontari, e anche costi si cerca una soluzione migliore. E’ quello che ha deciso due anni fa il grande circolo Arci di San Lazzaro, allora presieduto da Renzo Berti, chiedendo al Comune, che è anche proprietario dei suoli, di poter sostituire la vecchia struttura stagionale con una permanente. Nei giorni scorsi, grazie alla comprensione del problema da parte dell’amministrazione comunale, col sindaco Marco Macciantelli in primis, è poi giunto l’ultimo ok al progetto dando il via ai lavori con un impegno di spesa di oltre due milioni di euro già disponibili.
In questi giorni è stato infatti avviato il cantiere per la realizzazione, dai primi di settembre, della struttura fissa che sostituirà per sempre il vecchio RistoTenda. Una nuova costruzione dedicata alle sagre stagionali, alle tombole, e alle attività istituzionali del grande circolo, oggi presieduto da Carlo Pesci con vice Franco Fanizzi, che conta su oltre cinquemila soci. L’edificio, progettato dall’architetto Maurizio Tamburin, sarà con ossatura in cemento armato e superficie coperta minore del tendone: 827 metri quadri invece che 972, e avrà un salone per sagre e varie attività, cucine con servizi coperte da un soppalco adibito a deposito, e un piano interrato come magazzino servito da un montacarichi. Sul lato ovest un prolungamento del tetto (a due falde in alluminio), con travi in legno lamellare, andrà a formare un pergolato copribile con tenda per migliorare la fruibilità esterna. E sul tetto è già prevista l’installazione di solare termico e di impianto fotovoltaico.
Il tendone sostenuto da traliccio metallico, inadeguato e con pessima immagine dal punto di vista estetico, fu utilizzato per un ventennio per le sagre gastronomiche organizzate con successo dall’Arci, a sostegno dei gruppi sportivi, per pranzi e cene benefiche e di autofinanziamento di varie associazioni di volontariato. Con il tendone che però non proteggeva del tutto commensali e personale volontario di servizio dal caldo torrido d’estate, nonostante le molte ventole, e il freddo delle serate primaverili o autunnali. Un monta e smonta che si ripeteva ogni anno comprensivo di attrezzature di cucina e arredi, contrario a un’attività razionale, che ora potrà essere dimenticato.

Giancarlo Fabbri

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